Ma chi siete?
Un'introduzione di Alberto Biscarini
Ma chi siete? Da dove sbucate? Che volete? Ma dove state? Ancora gli “Italians”.
Siamo riusciti noi italiani con queste domande e le loro risposte anche ad inventarci una recente filmografia di successo sulle nostre caratteristiche di popolo. La filmografia certo e’ di successo, il ritratto degli italiani che ne consegue probabilmente lascia a desiderare. Le domande te le fanno direttamente, o sei tu che te le senti scaricate addosso vittima di un atavico complesso. Quante volte, prima ancora di indagare il prodotto ci sono state rivolte nelle lingue piu’ disparate, in ogni angolo del mondo? Nessuno si sognerebbe mai di fare questo “terzo grado” alla R&S, alla Tales, alla Harris, ma a noi si. Alla Italtelec, figuriamoci.
Come facciamo a ribadire che siamo orgogliosi di essere italiani, a tal punto che lo stesso nome che abbiamo scelto per la nostra azienda doveva essere li a ricordarlo. E allora via con logorroici “acrobatic plays of words” per parafrasare la lapidaria espressione di un generale delle Forze Armate d’Israele che tentava di arginare il mio sforzo teso a spiegare la nostra storia, trent’anni in questo campo, una vita. Ed il fenomeno delle televisioni libere, dei pirati dell’etere, degli apparati “monnezza”, delle postazioni recuperate da irraggiungibili baite, loculi maleodoranti, impossibili campanili profanati, dall’ing. Gregorio al dott. Berlusconi e ai suoi ministri di ieri, oggi e chissa’ domani.
E il problema si ripropone, sempre, sul come faccio a spiegarmi differente, e forse migliore di altri, solo supportato dalla solita liturgia delle parole …..per convincere almeno a prendere in considerazione la mia proposta. Abbiamo pensato ad altisonanti “success stories”, quelle degli americani per capirci. Ma noi italiani siamo, e poi ancora con le storie di successo, con il marketing delle parole. Allora perche’ non raccontare i fatti di questi trenta anni, almeno alcuni, i soli che possono sancire le caratteristiche che faticosamente cerco di marcare?
Mi torna alla memoria una chiacchierata recente con un amico architetto, che progetta con il suo studio gli alberghi piu’ straordinari del pianeta; come fai a farti conoscere, come possono affidarsi a te a priori? Mi ha dato una risposta semplice, che non avrei mai usato, per modestia, nel nostro caso.
Chiara fama. Sanno chi sono e soprattutto che cosa ho fatto. A loro basta, hanno fiducia.
Ed è questo che abbiamo deciso di fare, in verita’ con un po’piu’ di ritrosia di quella dell’amico designer. Raccontare i fatti, quelli che ci hanno coinvolto e dei quali siamo stati autori e testimoni significativi, i fatti che hanno formato la nostra professionalità ed il nostro modo di vivere il lavoro e l’azienda, qualunque essa sia stata durante questi anni. Siamo convinti che le aziende e il loro successo siano fatti dalla qualita’ degli uomini che danno loro vita e noi questo vogliamo fare, spiegare gli uomini.
E non con altisonanti curriculum scolastici, quegli esami li abbiamo gia’ superati anagraficamente, purtroppo. Forse lo facciamo semplicemente perchè ci fa un immenso piacere richiamare al ricordo episodi che ci hanno costruito, dandoci solidità e certezze.
Se queste note oltre che a suscitare curiosita’ e un po’ di interesse nel lettore contribuiranno a spiegare meglio chi siamo, allora avremo fatto la migliore e piu’ vera presentazione della nostra iniziativa aziendale.


